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Come ogni essere vivente, anche i bonsai hanno bisogno di nutrimento. La poca terra presente nei piccoli vasi può essere impoverita velocemente delle sostanze nutritive di cui l'albero avrebbe bisogno, per questo dobbiamo utilizzare del concime nella coltivazione del nostro bonsai, al fine di mantenerene il giusto equilibrio.
Possiamo dividere le sostanza nutritive in due gruppi: i macro-elementi e i micro-elementi.

I macro-elementi
primari:
I macro-elementi sono contrassegnati con la sigla NPK che corrisponde ad azoto (N), fosforo (P) e potassio (K).
azoto (N): è molto mobile e raggiunge velocemente tutte le foglie, favorisce la crescita del fusto. Sintomo di carenza è il colore verde pallido delle foglie, soprattutto nei rami bassi.
fosforo (P): sintomo di carenza può essere il colore rosso porpora sulle foglie e un apparato radicale non sufficientemente sviluppato.
potassio (K): dosi adeguate rendono resistente il bonsai alle alte temperature estive. I sintomi di carenza sono: macchie gialle sulle foglie, specialmente sul bordo, scarso sviluppo durante la crescita e irregolare maturazione dei frutti.
secondari:
calcio (Ca): è la sostanza che rinforza le piante. Possiamo dividere le piante in due gruppi: le calciofile (che hanno effettivamente necessità di calcio) come le leguminose e le calcifughe che hanno meno necessità di calcio, come le acidofile (azalee, rododendri, camelie, gardenie, eriche, ecc.). La carenza di calcio procura ingiallimento, curvatura e appassimento fogliare; nelle piante acidofile, un eccesso di calcio procura ingiallimento delle foglie.
ferro (Fe): assieme al magnesio rappresenta un elemento essenziale della molecola della clorofilla, inoltre regola diversi processi vitali per la pianta. La sua carenza (clorosi) può manifestarsi con l'ingiallimento delle foglie partendo da quelle più giovani.
magnesio (Mg): assieme al ferro rappresenta un elemento essenziale della molecola della clorofilla. La carenza si può manifestare sulle foglie pių vecchie presentando aree decolorate in bianco o in giallo o portando a defogliazione prematura.
zolfo (S): partecipa in modo molto attivo nella respirazione della pianta ed è presente nell'acqua piovana. In un terreno mal drenato lo zolfo si trasforma in solfito diventanto molto tossico per la pianta. La carenza di questo elemento può manifestarsi con l'ingiallimento uniforme delle foglie e con una crescita stentata della pianta.



I micro-elementi
boro (B): partecipa alla formazione di radici, fiori e frutti. La sua facilità di assorbimento fa in modo che la carenza nel terreno è difficile da riscontrare. La sua mancanza può portare alla morte i rametti e i nuovi germogli.
manganese (Mn): partecipa alla formazione della molecola della clorofilla, l'assorbimento è favorito da terrono acido. La sua carenza può manifestarsi con macchie gialle e bianche sulle foglie e legnosità dei nuovi germogli. Non essendo un elemento molto mobile potremmo riscontrare questi sintomi soprattutto sulle foglie apicali.
zinco (Zn): questa sostanza serve alla formazione dei semi. La sua carenza può manifestarsi sulle piante da frutto con modificazioni fogliari e ampie zone giallastre o aggruppamenti a rosetta delle foglie.
rame (Cu): è un costituente di diversi enzimi necessari alla regolazione dei processi vitali della pianta, inoltre, assieme al ferro, partecipa alla produzione della clorofilla. La sua carenza può manifestarsi con macchie ed ingiallimenti fogliari.
molibdeno (Mo): questa sostanza partecipa alla crescita e allo sviluppo della pianta. È utilizzata pricipalmente dalle leguminose e la sua carenza può manifestarsi con una crescita ridotta della pianta, ingiallimento fogliare, deformazione ed infine appassimento.

Solitamente la concimazione avviene in due fasi: durante il periodo vegetativo e durante il periodo di riposo.
Durante la fase vegetativa (primavera e autunno) si preferisce concimare con una soluzione ad alto contenuto di azoto e basso contenuto di fosforo e potassio (es. NPK 10-5-5) in modo da favorire lo sviluppo verde; in inverno, invece, si consiglia di usare soluzioni con basso contenuto di azoto e alto contenuto di fosforo e potassio (es. NPK 3-9-9) in modo da favorire la lignificazione e la fioritura. È sconsigliato concimare a luglio ed agosto.


Quale concime?

concime a lenta cessionePossiamo dividere i concimi in due classi, solidi e liquidi. Quelli solidi sono detti a lenta cessione, cioè le sostanze nutritive vengono rilasciate lentamente ed in modo costante. Solitamente questo tipo di concime dura 2-3 mesi, sono piccoli cubi che vanno posizionati sul terriccio, con le annaffiature inizierà a sciogliersi rilasciando tutto il nutrimento.
Il concime liquido ha un effetto piÙ rapido ma breve, solitamente va diluito in acqua e somministrato con l'annaffiatura. Se si sceglie di utilizzare concimi liquidi l'intervallo tra una somministrazione e l'altra dovrà essere di circa 15 giorni.

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